Presentato ieri all’ Auditorium “Tizzo”, film su Emiliano Marsili

Nino Benvenuti è ormai Ambasciatore della boxe italiana a 360°, in due giorni la sua partecipazione ha “illuminato” la presentazione del libro di Gianni Virgadaula e da ultimo il docufilm intitolato “Tizzo” interpretato e dedicato a Emiliano Marsili. Il film è stato proiettato in “prima assoluta” al Barberini il 22 ottobre ed è stato visionato e presentato ieri in una sala dell’Auditorium. Logicamente si parla di Marsili, ma si parla soprattutto di boxe, di come è visto questo sport e dei suoi problemi di visibilità. Introduce la serata Michela Pellegrini, responsabile Relazione Esterne FPI, che passa il testimone a Luigi Panella, giornalista di Repubblica che tesse le fila di un interessante dialogo con Nino Benvenuti ed Emiliano Marsili. Come nasce questo film è semplice e nello stesso tempo imprevedibile, ce lo racconta Francesca Piggianelli, responsabile eventi e comunicazione sede Cinecittà Studios-Roma, rimasta “fulminata”, pur non conoscendo la boxe, dal personaggio Marsili e dalla sua umiltà. La proposta partì per arrivare ad  un giovane regista, Alessio Di Cosimo, che tra l’altro frequentava il mondo della boxe; divenne, quindi, un progetto che man mano ha acquistato consistenza. Marsili, da buon campione, non si scompone di fronte ad una platea inusuale, ha affrontato ben altre situazioni nel suo lavoro al Porto di Civitavecchia e sul ring. Per Federico Zampaglione, noto cantante e autore, non ci sono problemi e dichiara la sua passione per la boxe, che tra l’altro lo ha visto comporre una canzone in onore del mondiale Silver di Tizzo contro Diaz a Fiumicino. L’amicizia con il pugile è rafforzata anche da allenamenti insieme e consigli su possibili avversari, visto la conoscenza e la passione del cantante per la boxe. Si arriva quindi alla proiezione del film, per molti versi sorprendente da essere seguito con un interesse crescente. Conosciamo la famiglia di Emiliano: il padre, la madre, la moglie e la figlia. E quì in pratica scopriamo il primo segreto della sua bravura. Insieme fanno gruppo e sul ring lui non è mai solo. Il film intervalla con abilità scene in movimento a brevi interviste. Conosciamo il mondo di Marsili composto dall’organizzatore Cherchi, dal maestro Massai, dal preparatore atletico Lauro, dallo sponsor Tantussi, da cariche istituzionali, dall’ amico e consigliere Zampaglione. Tutto gira intorno a un portuale che fa la boxe, come ama ripetere Marsili. Nel film ci sono due attori che rappresentano Marsili ragazzo che entra nella palestra a Civitavecchia e Peppe Peris, il suo primo maestro, molto importante nella sua formazione da adulto. Ci sono anche le scene di repertorio. Rivediamo con nostalgia i suoi primi incontri da dilettante. E’ bello rivedere personaggi degli anni ’90, sia pure velocemente. La pellicola dà buono spazio alla prima grande impresa: la conquista del mondiale IBO, ente non riconosciuto dalla FPI. Per affrontare l’inglese Derry Mathews si iscrisse alla Federazione Spagnola. L’incontro si svolse a Liverpool e in pratica da lì iniziò la sua ascesa internazionale. Ci sono dei flashback con alcuni suoi capolavori e in primo piano la vittoria in due riprese su Luca Giacon, valevole per il titolo europeo. Oggi a 41 anni, imbattuto dopo 36 match, dopo 14 anni di professionismo, si appresta con molta probabilità a battersi per il titolo mondiale WBC, chiamato della Pace, il terzo per l’ente dopo Golovkin e Canelo Alvarez.

(Alfredo Bruno)

 

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