Esce “Il match fantasma” di Dario Torromeo

Questo è il 14mo libro sul pugilato scritto da Dario Torromeo, un vero record da rapportare con quello dei due protagonisti de “Il match fantasma” dove Mike Tyson è passato alla storia come il campione dei massimi più giovane e George Foreman come il campione più anziano. Due antipodi cronologici che in qualche modo stavano per incontrarsi o meglio per scontrarsi. Una cosa che se fosse avvenuta avrebbe polverizzato ogni record di incassi con un giro di affari da capogiro. Quando il 23 giugno del 1969 George Foreman fa il suo esordio al professionismo Mike Tyson compie 3 anni. Tyson diventa campione a 20 anni e Foreman riconquista il titolo a 45 anni. Loro sono i protagonisti nelle intenzioni, ma soprattutto il trait d’union tra campioni e personaggi di un periodo ineguagliabile della storia dei massimi iniziando il 30 ottobre 1974 da Kinshasa quando Muhammad Alì fece capire al mondo intero la sua grandezza e George Foreman capì di non essere imbattibile, pur avendo distrutto la carriera di Joe Frazier e Ken Norton. Dopo un anno per ricaricarsi mentalmente Foreman confesserà nel famoso match con Ron Lyle di aver temuto di morire nella quarta ripresa e di aver ribaltato la situazione miracolosamente nella ripresa seguente. Nel 1977 perde ai punti con Jimmy Young che gli impartisce una lezione e dopo il match ha una visione su quella che sarà la sua missione come predicatore e non come pugile. Quando Foreman annuncia il ritiro Mike Tyson ha appena 12 anni ed è già stato arrestato 40 volte. I massimi perdono un po’ del loro fascino. E’ l’epoca di Larry Holmes, ottimo sinistro, ma non un personaggio. Si parla di Gerry Cooney, del record d’imbattibilità di Rocky Marciano. Ha il suo momento di notorietà Michael Spinks che batte Holmes ed è il primo mediomassimo a diventare campione dei massimi. Dario Torromeo mostra tutta la sua abilità non solo di scrittore affermato, ma anche di buon psicologo per calamitare l’attenzione. Saltando da un personaggio all’altro sia pure con un nesso logico. Serve un nuovo eroe e gli appassionati lo trovano quando il ventenne Mike Tyson abbatte Trevor Berbick, neanche a farlo apposta un predicatore. Tyson diventa campione a 20 anni, quando scende dal ring guarda in cielo e ringrazia Cus D’Amato, colui che l’aveva tolto dalla strada e che era scomparso da un anno. Ritratti d’autore sono Spaccaossa Smith e Tyrell Biggs, distrutti con cattiveria dalla furia di Mike. Sposa Robin Givens e straccia Spinks in un minuto e mezzo tra le maledizioni di chi in quel momento era andato un attimo al bagno. Ma un’altra notizia scuote il mondo della boxe dopo 10 anni circa rientra George Foreman, che ottiene una bella serie di vittorie. Foreman a differenza di Tyson sa comunicare con la gente e al Letterman Show a domanda dice che Tyson lo evita, e che lui invece ha più paura di Don King che di Tyson. L’America vuole il match tra Foreman e Tyson. La situazione per certi versi si capovolge a cominciare dall’ 11 febbraio 1990 quando Tyson subisce una sconfitta umiliante ad opera del mediocre James Buster Douglas. Foreman era arrivato a 19 vittorie consecutive. Si diceva che Tyson era terrorizzato e ricordava che Cus gli diceva che per un massimo piccolino era un suicidio affrontare una montagna come Foreman. Il sogno di quest’ultimo era quello di affrontare Tyson, ma prima avrebbe dovuto battere Holyfield. Poi si assiste pian piano alla fine di questi due campioni: George Foreman si ritira nel 1997, gli anni precedenti con attività ridotta erano giustificati da una sola speranza; Mike Tyson si ritira nel 2005, non è più l’uomo che terrorizza, ma in fondo la sua piccola vittoria l’ha ottenuta evitando Foreman. Quale sarà la verità non è facile da capire, resta solo il fatto che il match più desiderato della storia dei massimi non  si è mai fatto. Qualcuno domanda a Dario Torromeo chi avrebbe vinto secondo lui, lui dribbla la domanda ma puoi capire la risposta indirettamente visto che il libro si chiude con un’intervista a George Foreman.

La presentazione di questo libro stimolante è stata fatta il 9 novembre stavolta nella zona di appartenenza dello scrittore, vale a dire nel cuore della Garbatella a due passi dal bar dei “Cesaroni” e precisamente nel Molo 12/14, ristorante bar tra i più caratteristici. Compagni di viaggio il giornalista Federico Zamboni e l’attore-cantante Giuseppe Ippoliti, sempre più bravi e insostituibili. Ci sono molti ospiti ma a calamitare l’attenzione sono due pesi medi che rappresentano il passato e il presente, vale a dire Mario Romersi e Emanuele Blandamura. La casa editrice  è ancora una volta Absolutely Free.

(alb)

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