Accadde oggi: 1956 Capodanno sul ring per Tiberio Mitri

A noi suona strano sapere un primo dell’anno sul ring, ma una volta questo accadeva e anche con una certa frequenza, come d’altronde la tradizionale riunione di Santo Stefano. Nel 1956 a Tunisi il numeroso pubblico accorso al coperto de La Pepinere Stadium era curioso di vedere all’opera il medio Bill Jo Cohen, solido pugile locale, affrontare un avversario del calibro di Tiberio Mitri, ex campione europeo ed ex sfidante mondiale. Il triestino aveva perso il titolo d’Europa allo scadere del 1954 in un match disastroso contro il francese Charles Humez. Mitri dopo quella disfatta aveva ripreso l’attività contro una serie di pugili di secondo piano per ripristinare un record decente che in qualche modo lo riportasse ad una buona quotazione europea. Bill Jo Cohen non era certo avversario da impensierire un grande campione, sia pure sul viale del tramonto, come l’italiano, ma il tunisino era forte fisicamente e aveva un destro pericoloso. La riunione era organizzata da Lorenzo Annaloro, fratello di quel Gaetano che fu negli anni ’40-’50 buon peso gallo.

La settimana prima a Tunisi aveva combattuto Charles Humez, vincitore dello spagnolo Correa, ma non aveva certo entusiasmato. Tiberio aveva accettato questa trasferta con la ferma intenzione di riproporsi ai vertici e, contrariamente alle sue caratteristiche, attaccò subito a spron battuto. Il volto di Bill Jo divenne bersaglio di precisi ganci che si abbattevano con una certa frequenza. Nella seconda ripresa il tunisino toccò il tappeto, tra lo stupore generale, per due volte. Sul ring di Tunisi era apparso d’incanto un Mitri spietato che sembrava aver rispolverato il suo antico soprannome di “Tigre di Trieste”. Cohen aveva coraggio da vendere, ma non poteva evitare un altro conteggio nel quarto round. Mitri si concesse una pausa nel sesto round, creando qualche illusione che fu spazzata nel 7mo round quando riprendeva inesorabile il martellamento contro Cohen, che dopo aver subito un altro conteggio, causato da un diretto sinistro e un gancio destro al volto, alzava per la prima volta nella sua carriera il braccio in segno di resa. Il pubblico tunisino tributò grandi applausi per Mitri al contrario di quello che aveva fatto con Humez. Che il triestino, ormai trentenne, stava rivivendo una seconda giovinezza lo dimostrò dopo appena una settimana quando a Marsiglia diede una solenne lezione al quotato Louis Trochon. In Italia scavalcò in classifica Franco Festucci, che era al primo posto, e divenne lo sfidante ufficiale del campione Bruno Tripodi, in Europa la considerazione degli esperti lo portò in quel periodo in ottava posizione.

(alb)

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