Accadde oggi: 9 marzo 1996 Giovanni Parisi campione del mondo dei superleggeri

Il 9 marzo 1996 Il Palalido di Milano aveva fatto il pienone con circa 4mila spettatori. Tra il pubblico c’er un incredibile numero di ex campioni del mondo. C’erano pure Sandro Mazzinghi e Nino Benvenuti, che a sorpresa si erano applauditi. C’era la Milano bene in una sorta di Gran Gala pugilistico ripreso da Tele+2, ottima televisione visibile solo agli abbonati. Il match clou era rappresentato dal Titolo Mondiale WBO dei superleggeri tra Giovanni Parisi e il portoricano Ramon Fuentes. Parisi poco tempo prima aveva tentato la strada mondiale con la WBC, ma aveva trovato sul suo cammino “sua altezza” Julio Cesar Chavez, dopodichè aveva ripreso con alcuni successi che giustificavano la sua candidatura per la WBO, una sigla che si stava facendo strada all’epoca. Qualche apprensione prima del match c’era, perchè questo Fuentes, vale a dire il campione della sigla, era uno che aveva mani pesanti e un’aggressività asfissiante. Parisi lo inquadrò subito anticipandolo sulle intenzioni e facendo leva sulla sua maggior velocità. Dopo un inizio prudente, pian piano il nostro pugile cominciò a sciogliersi. La potenza di Parisi non era cosa da trascurare e alcuni suoi montanti lasciavano il segno. Fuentes comunque incassa senza batter ciglio vere e proprie mazzate fino al momento del crollo all’ottavo round, quando l’arbitro decide di fermare il match viste le difficoltà del portoricano che non vedeva più i colpi, ma soprattutto si era piegato in due per un sinistro al fegato che gli aveva mozzato il fiato. Le sorti  erano fino a quel momento, guardando i cartellini, favorevoli di poco a Fuentes. Logicamente la conclusione fu festeggiata da un pubblico in delirio, che quella sera aveva “ritrovato” la boxe dopo un periodo non brillante. Giovanni Parisi, come Nino Benvenuti, con questo successo aveva conquistato il secondo titolo mondiale in due categorie diverse.  Non si badò a spese per la serata milanese che vide altri grandi protagonisti come Vincenzo Nardiello, Mauro Galvano, Sandro Casamonica, Alessandro Duran e Francesco Pernice.

(alb)

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