Accadde oggi: 10 maggio 1961 Duilio Loi vince la bella con Carlos Ortiz

Il 10 maggio 1961 Duilio Loi in una serata fredda si ritrovò nuovamente a San Siro per affrontare Carlos Ortiz nella bella per il titolo mondiale dei superleggeri. Loi aveva perso in America, ma aveva poi conquistato il titolo sempre a San Siro con un verdetto di misura. Ortiz fece mari e monti e fu appoggiato dall’ ente mondiale per questo match. Loi era consapevole che questo nuovo incontro aveva un’importanza forse definitiva per il proseguimento della carriera, visto che aveva 32 anni e combatteva da 13 anni, quasi sempre ad alti livelli. All’epoca i 32 anni era il classico pensionamento per un pugile, mascherato dal detto di appendere i guantoni al chiodo. Loi si allenò duramente come non mai e i giornalisti che lo andarono a trovare nelle sue sedute rimasero sorpresi nel vederlo lavorare quasi al limite della sofferenza. Arrivò al peso addirittura sotto al limite, cosa che da un po’ di tempo gli riusciva difficile visto che combatteva anche per difendere l’europeo dei welter, che non aveva voluto lasciare. Si vide subito che era carico, e un Loi carico era imbattibile, senza alternative. Ortiz rimase sbalordito perchè si trovò di fronte un altro Loi. Lo aveva affrontato tre volte e per tre volte aveva davanti un’altra persona, che sembrava aver scannerizzato nel suo cervello pregi e difetti del suo avversario, trovando il sistema per batterlo. Le prime riprese furono molto difficili per il portoricano e quando lui sembrava contrastare meglio arrivò al VI round la doccia fredda sotto forma di un destro apparso dal nulla che lo scaraventò al tappeto. Quel colpo più che a livello fisico lo distrusse dal lato psicologico. Loi diede allo sfidante una lezione di classe, temperamento e fantasia per la gioia di un pubblico in visibilio. Aveva un vantaggio incolmabile per cui al penultimo e ultimo round decise di controllare la situazione, ma rischiò perchè Ortiz era un grandissimo campione e lo dimostrerà in seguito. Il portoricano lo mise in difficoltà e anzi nell’ultimo round Loi sbarellò su un destro scagliato con la forza della disperazione. Loi stringe i denti ma alla fine arriva il sospirato gong finale con l’apoteosi di un pubblico impazzito. Io vidi quel match due mesi dopo al cinema nello spettacolo delle 22,30 come supplemento al film luce. Sono ricordi che rimangono impressi, al cinema tutti conoscevamo il risultato, perchè i giornali e le riviste ne avevano parlato a più non posso, eppure stavamo trepidando persino quando era arrivato il momento del verdetto. Quel match rappresentò lo zenit di una carriera ineguagliabile.

(alb)

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