Il 14 giugno 1954 alla Saint Nicholas Arena di New York la sfida sul ring aveva un sapore particolare per Livio Minelli, il più amato dai bergamaschi, per il semplice motivo di essere diventato a tutti gli effetti cittadino americano. Minelli, ex campione europeo dei welter, da tempo combatteva negli Stati Uniti dove aveva un buon seguito soprattutto tra “i paisà”. Il suo procuratore in Italia era stato Umberto Branchini, che aveva grande stima di lui. Era un pugile completo e battagliero e incontrava tranquillamente i più forti welter della sua epoca sconfinando spesso tra i medi. Quella sera a New York doveva vedersela con Luther Rawlings, pugile di colore suo coetaneo, che aveva fatto una significativa carriera dilettantistica vincendo a più riprese i Golden Gloves. Fisico longilineo da leggero arrivò ad essere tra i primi 5 poi con il passaggio tra i welter il suo rendimento calò, pur essendo considerato uomo di classifica. Al termine di 10 estenuanti riprese la vittoria fu assegnata all’americano Minelli. Non fu un successo netto, anche perchè Rawlings, pugile tecnicamente confusionario, era uno che attaccava sempre senza dare respiro. Due giudici videro vincente Minelli, mentre l’arbitro assegnò la vittoria a Rawlings. Minelli per l’occasione mise in luce il suo famoso gancio sinistro al corpo, accompagnato di tanto in tanto dal suo destro pungente. Il bergamasco aveva aperto un locale e su questo aveva concentrato le sue attenzione, con la boxe “il matrimonio” durò ancora un anno e dopo si ritirò con un record di 59 vittorie, 20 sconfitte e 8 pari.

(alb)

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