Accadde oggi: 2 luglio 1955 un grande match tra Loi e Garbelli

Il 2 luglio 1955 molti sconsigliarono Duilio Loi di mettere in palio oltre al titolo italiano dei leggeri anche quello europeo contro l’astro nascente Giancarlo Garbelli. Il consiglio era di rinunciare al titolo italiano, così evitava un avversario molto pericoloso, e il campione rispondeva: “Ho faticato tanto per ottenerli e quindi me li tengo tutti e due”. Carattere orgoglioso agli estremi del rischio, quasi come un giocatore di poker. Dall’altro lato c’era il giovane Giancarlo Garbelli, che tra l’altro aveva battuto anche Bruno Visintin, strenuo avversario di Loi. Giancarlo aveva un fisico robusto e faticava a rientrare nella categoria. Per la serata di Milano ci era riuscito a costo di sacrifici “crudeli”, lo capivi dal viso smunto e affaticato. Avere nella stessa categoria tre campioni del calibro di Loi, Garbelli e Visintin era un grosso vanto per la boxe italiana come ai tempi di Locatelli, Venturi e Orlandi. Si parla di fuoriclasse, di vanto e di storia. Logicamente i favori del pronostico pendevano dalla parte di Loi, colui che trovava per ogni match la soluzione vincente. C’era prima di questo match un po’ di pepe, all’angolo di Garbelli ci stava Aldo Spoldi, che prima era stato con qualche polemica il procuratore di Duilio. Spoldi conosceva molto bene la boxe di Loi e questo non avrebbe certo agevolato il campione.

Il match non deluse le attese e Garbelli da aspetto dimesso si trasformò in una sorta di leone aggredendo il campione con durezza. Dopo un primo tempo da “scialuppa in mare” Loi si ricompose e dal II al V round fece capire dal lato tecnico cosa volesse dire essere campione. Descrivere round per round diventa un’impresa difficile per tensione, mosse e contromosse, un campionario degno di un pranzo di nozze al Grand Hotel. Un altro dopo queste riprese si sarebbe abbattuto, ma non Garbelli che al VII round metteva in discussione il match, nonostante i colpi più puliti erano quelli del campione. Il match proseguiva suggestivo e la XII ripresa era durissima per lo sfidante. All’ultimo round, dopo in pratica un’ ora di battaglia, Loi sicuro ormai di avere vinto volle dare il suggello con un finale pirotecnico, come era suo solito, ma trovò un Garbelli che dopo un attimo di smarrimento replicò da par suo. Un match da vedere e rivedere per scoprire lati nuovi, colpi inediti e atteggiamenti. Il verdetto fu assegnato a Loi, ma  una parte del pubblicò fischiò. Per Garbelli fu l’ultimo incontro da leggero, fu grande protagonista anche tra i welter e i medi. Irriducibile in ogni frangente, anche nella vita, una carriera da campione e un carattere inossidabile. Loi probabilmente avrà rivissuto questo match come un incubo, ma anche lui dimostrò in pieno il suo valore e la sua grandezza. Forse mi son lasciato trascinare da troppi aggettivi, ma niente è inventato sulla bravura di Loi e Garbelli.

(alb)

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