Angolo blù: Tyson Alaoma…il destino nel nome

A voler scrivere per intero il suo nome e cognome dovremmo scriverlo così: Alaoma Tyison Osato Han Mwe, origini nigeriane nato a Roma, dove è conosciuto semplicemente come Tyson Alaoma. Un ragazzone di 18 anni, 81 kg, altro pezzo pregiato della Roma Boxe Torre Angela, che in poco tempo ha bruciato le tappe. Ha esordito nel 2014, ma la sua esplosione è cominciata dall’anno scorso. Fisico robusto e agile dimostra di saper ragionare sul ring. Nel 2017 ha vinto il Torneo A. Mura, vince la fase regionale del Lazio superando Filippo Bruni e ad Avellino vince i campionati Youth, a Roseto conquista la medaglia di bronzo agli Europei. E’ la sua consacrazione, molti occhi sono puntati su di lui, che dimostra ampi margini di miglioramento.

La boxe come è entrata nella sua vita ?

“A prescindere che io l’avevo un po’ nel nome il destino di pugile, Tyison mi fu affibbiato non perchè i miei erano appassionati di boxe, ma perchè all’epoca se ne parlava ogni giorno nel bene o nel male. Io ero un ragazzo litigioso e stavo sempre in mezzo a qualche rissa. Una volta presi un bel po’ di botte e per questo decisi di entrare in una palestra e allenarmi. Avevo 13 anni ed entrai nella palestra dove allenava Alessandro”.

Cosa hanno detto i tuoi genitori?

“Loro sono stati molto contenti, oltrettutto non litigo più e mi sto formando caratterialmente”.

Qual e è stato il tuo match migliore?

“Non è stato ai campionati europei di Roseto, ma l’anno scorso al Torneo di Brandenburo dove ho affrontato lo statunitense Lorenzo Simpson, un fenomeno che aveva disputato circa 200 match”.

Il giorno più amaro?

“La finale ai Campionati Italiani del 2016 contro un pugile siciliano”.

Quale è il tuo pugile preferito?

“Domanda facile: Floyd Mayweather jr per lo stile inconfondibile, non mi dispiace anche Lomachenko”.

Che cosa fai nella vita ?

“In pratica faccio solo la boxe. A scuola mi sono diplomato in Amministrazione Finanziaria e Marketing”.

La tua meta nel pugilato?

Vorrei fare le Olimpiadi e poi passare professionista.

Come ti definisci tecnicamente?

“Sono un tecnico che guarda alla sostanza per vincere”.

L’avversario più difficile?

“Ai campionati europei di Roseto il russo che mi ha battuto”.

In Italia l’avversario più difficile?

“Il siciliano che mi ha battuto ai Campionati del 2016”.

Il pugilato oltre a praticarlo lo segui?

“Moltissimo, mi tengo aggiornato e informato su tutto tramite facebook, instagram e i filmati di Youtube”.

Quante ore ti alleni?

“Dalle tre alle quattro ore sia in palestra che in Nazionale”.

Il giudizio di Alessandro Elmoeti: “ Parliamo di un grande atleta con ottime doti tecniche.

Non è partito bene all’inizio per colpa della sua pigrizia, ma sta  recuperando alla grande”.

(alb

Foto di Marcello Giulietti e Thomas Haussler

 

 

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