Angolo rosso: Joel Angeloni un cubano a Roma

Quando metti insieme boxe e Cuba sembra che scandisci una formula magica indissolubile.. Forse è questo che pensava Emiliano Salvini nella palestra “Boxing Club”, sede provvisoria, quando ricevette la visita di Joel Angeloni un ragazzo di 15 anni ben piantato con il suo 1,75 m. di altezza per un peso di 57 kg.. Angeloni si iscrive per imparare, ma soprattutto per allenarsi, visto che la sua permanenza in Italia con il padre dura appena i due mesi estivi. Salvini è un nome che conosciamo tutti, professionista dal 2000 e sempre pronto a qualsiasi sfida nonostante i 39 anni. La boxe la conosce dalla A alla Z, difficile che gli sfugga qualcosa. Bastano pochi minuti di esibizione per capire che in quel giovane c’è parecchia sostanza. I colpi di Joel partono fluidi e precisi, per Salvini più che una sorpresa è la constatazione di avere a che fare con un soggetto da rivedere al più presto, visto che il ragazzo nel frattempo è volato in direzione Cuba dove studia.

Joel con qualche inflessione sudamericana parla bene italiano, anche se è telegrafico nelle sue risposte.

“ Io sono iscritto ad una palestra di Cienfuegos, una città a 250 km dalla capitale. La palestra si chiama, tradotta in italiano – 5 settembre -. A me la boxe è sempre piaciuta e in pratica sono entrato in palestra quando avevo 7 anni. Ho cominciato l’attività a 9 anni, perchè da noi si inizia a quell’età.

Chi sono i tuoi maestri?

“Sono Crespo ed Ernesto Romero”.

Hai già partecipato a Tornei e quale è stata la tua migliore prestazione?

“Si ho partecipato a vari Tornei, ma la migliore prestazione l’ho effettuata vincendo il Torneo Nazionale  quando avevo 12 anni”.

Quanti match hai disputato ?

“Una sessantina circa”.

Quale è il tuo campione preferito?

“Sono un fan di Floyd Mayweather jr.”.

Cosa dicono a casa della Boxe?

“Per loro è normale, perchè fin da piccolo sono stato indirizzato alla boxe. A Cuba praticare lo sport fa parte della cultura”.

Prende la parola Salvini: “E’ molto forte. Abbiamo fatto una ripresa e mi ha preso con dei colpi che ci vogliono anni per imparare. Lui li faceva partire con naturalezza. E’ la spontaneità con cui porta i colpi a stupire. Quasi come fosse un professionista, logicamente con qualcosa da migliorare ancora soprattutto nella corta distanza”.

Hai disputato incontri internazionali?

“No, ma mi sono allenato spesso con pugili provenienti da altre nazioni del Sud America ospiti nella nostra palestra”.

Pratichi qualche altro sport?

“ I cubani sono molto portati nello sport. Mio fratello ha fatto la lotta libera e mia sorella in atletica leggera fa il salto in alto. Io per un periodo ho giocato a baseball, poi ho dovuto scegliere e logicamente ho scelto la boxe”.

Intanto Joel sta raccogliendo i frutti e a settembre farà tesoro per la prima convocazione in Nazionale a Cuba. Il suo sogno comunque resta quello di combattere in Italia, pronto a sfidare i nostri campioni Schoolboy e Junior e se ci fosse una chiamata nella nostra nazionale non ci penserebbe due volte a prendere l’aereo per dimostrare il suo valore e dare ragione a Emiliano Salvini che scommette su di lui.

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