Accadde oggi: 29 ottobre 1960 Giulio Rinaldi batte Archie Moore

Il 29 ottobre 1969 dentro il Palasport romano gremito da un pubblico quasi incredulo si stava disputando un match che sarebbe passato alla storia: quello che vedrà di fronte Giulio Rinaldi, fresco campione d’Italia dei mediomassimi, e Archie Moore, 44 anni, una leggenda della boxe, il più forte mediomassimo in circolazione. Fu il capolavoro organizzativo di Rino Tommasi. Un capolavoro che rischiò di saltare all’ultimo momento, il giorno della pesatura, quando l’americano si presentò 4 chili al di sopra del limite stabilito. C’era da pagare una grossa penale a favore di Rinaldi, ma questi non aveva nessuna intenzione di combattere a quelle condizioni e nel contempo Moore non voleva pagare nessuna penale. Alla fine si trovò il sospirato accordo tra un sospiro di sollievo dell’organizzatore. Non comincia bene per l’anziate che incassa un durissimo destro nel primo round. Nel terzo round un destro di Rinaldi fa barcollare l’avversario e il pubblico impazzisce. Il V round si apre con un durissimo scambio e Rinaldi è piegato in due da un destro allo stomaco. Non sfugge al pubblico che l’anziate appare tutt’altro che sottomesso e lo stesso Moore dà persino segni di leggero affaticamento, leggero perchè parliamo di un volpone che nasconde bene le difficoltà. Nel VI e VII round Rinaldi mette a segno il maggior numero di colpi, mentre l’americano con il suo sinistro a stantuffo cerca di tenere lontano l’avversario il più possibile. Moore ondeggia sul tronco, è abile nelle schivate, e mira soprattutto al fegato.. Il match è equilibrato, anche se Rinaldi si è mantenuto quasi sempre in attacco. Poi al X, ultimo round, avviene l’imprevedibile con Rinaldi che colpisce il fegato di Moore. L’americano fa una smorfia di dolore, che diventa la partenza di un’incredibile serie con Moore all’angolo sul punto di crollare, l’arbitro interrompe il match per contare il pugile americano, che disperatamente cerca di recuperare contro un avversario tranquillo che sa di aver vinto. Tra i due non finisce qui visto che si incontreranno l’anno successivo a New York titolo mondiale in palio. Vincerà Moore, ma il Rinaldi di quella sera fu la brutta copia di quello visto e Roma.

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