Al Barclay di Brooklyn vince Jermall e perde Jermell…parlando dei gemelli Charlo

Al Barclays Center di Brooklyn Jermall Charlo (+ 28, 21 per ko) non ha certo entusiasmato con la sua vittoria ottenuta contro il russo Matvey Korobov (+ 28, 14 per ko, – 2). Il texano ha conservato, a conti fatti, l’interim dei medi WBC, in attesa di sfidare Saul Alvarez, il vero campione della categoria. A leggere il verdetto unanime darebbe l’idea di un dominio assoluto: 119-109, 116-112, 116-112). Ma non è così perchè già a prima vista quel 119-109 stride fortemente con gli altri 116-112. Poi c’è da considerare naturalmente la realtà di quello che si è visto, partendo oltrettutto da quando Korobov è diventato il sostituto di Willie Monroe jr, sospeso per doping. Korobov, infatti, è stato interpellato una quindicina di giorni prima e il suo peso era quasi da supermedio abbondante. Considerando poi i 35 anni, viene da se che probabilmente quello visto al Barclay’s non fosse il miglior Korobov. Nonostante ciò al pubblico è rimasto impresso il sinistro del “nuovo2 sfidante che ha martoriato il volto di Charlo lungo l’arco del match. Bisogna dar atto a Charlo di aver incassato con disinvoltura i numerosi pugni arrivati a destinazione. Charlo indubbiamente è apparso più potente, ma vederlo centrato in continuazione faceva uno strano effetto. A stringere per due terzi i due pugili potevano essere considerati in parità, ma ci sono 4 round che potevano essere conteggiati o all’uno o all’altro, ma evidentemente hanno fatto “bottino” per Charlo, tralasciando l’incomprensibile 119-109. Certo fino a ieri sera Jermall Charlo era considerato uno spauracchio per i tre grandi della Categoria (GGG, Canelo e Jacobs). A conti fatti potrebbe trovare difficoltà ad avere ragione anche di Demetrius Andrade e Rob Brant, gli ultimi entrati nel giro. Per convincere della sua validità, tutt’altro che scarsa, occore asquistare maggiore esperienza, magari cancellando come prima mossa il dubbio insinuato da Korobov con una pronta rivincita.

 

Nella grande riunione di Barclay a perdere l’imbattibilità era l’altro gemello Jermell Charlo (+ 31, 15 per ko, -1) che lasciava il titolo dei superwelter WBC a Tony Harrison (+ 28, 21 per ko, -2). Stavolta i punteggi non davano adito ad interpretazioni: 116-112, 115-113 e 115-113. Erano lo specchio esatto dell’andamento di questo match che ha dato l’idea di non essere mai in discussione. Tony Harrison, nativo di Detroit, la città del mai dimenticato Thomas Hearns, sembrava ricalcare la potenza del suo illustre concittadino. Ad avvalorare la tesi c’era pure una mascella tutt’altro che granitica come dimostrano le sue due sconfitte. Un buon pugile, insomma, con qualche limite di tenuta. Stavolta Harrison non ha vinto di potenza, ma di intelligenza, tenendo l’iniziativa e soprattutto guadagnando punti preziosi per la precisione dei suoi colpi. Lo sfidante in pratica dominava i primi sei round di fronte ad un avversario quasi “assente”. Quando Charlo si risvegliava era ormai troppo tardi, ma soprattutto veniva controllato con abilità dal sorprendente avversario. Una prova opaca quella di Jermell, dovuta probabilmente alla fatica per mantenersi nei limiti di peso. Non è escluso che anche lui entrerà a far parte dal prossimo anno della categoria dei medi, come il fratello. Quella di ieri sera era una difesa volontaria di Charlo, il che presuppone che ci sia una clausola con rivincita. Se ciò avverrà Charlo dovrà presentarsi in condizioni migliori, il rischio di una seconda sconfitta contro lo stesso avversario potrebbe renderlo meno appetibile per le grandi sfide.

 

 

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