BBT: Al PalaSantoro il 29 marzo grande sfida UE tra Di Silvio e Ceglia

Se Archimede nell’ antichità disse: “Datemi una leva e vi solleverò il mondo” nell’era moderna questa frase potrebbe essere adattata storpiandola “Datemi un paio di guantoni e vi risolleverò la boxe a Roma”. Sembra essere perfettamente confezionata con l’organizzatore Davide Buccioni che nel  lontano 2004 venne ascoltato con un certo scetticismo dalla stampa sportiva in primis e nel mondo della boxe in secondo luogo. Visto come una sorta di Capitan Fracassa o un organizzatore naif in cerca di pubblicità. Forse è bene conoscere l’antefatto di un Palazzetto dello Sport ormai deserto da decenni con un pubblico che non riconosceva più il valore della boxe, colpevole di non aver più sfornato un Benvenuti, un Arcari, un Mazzinghi. Un Palazzetto più simile a un Museo che a un impianto sportivo per la boxe. All’epoca Buccioni presentò “la sua leva” o meglio “i suoi guantoni” calzati da Sven Paris, giovane pugile proveniente dalla Ciociaria. L’abilità di un organizzatore non sta solo nel pubblicizzare, allora poi non esistevano i social, ma nel trovare l’accoppiamento giusto, l’accoppiamento che fa scattare la scintilla dell’interesse, prima tappa per suscitare l’entusiasmo. Roma tornò ad interessarsi alla boxe, soprattutto quella professionistica. Da quell’inizio molta acqua è passata sotto i ponti, sono nati molti idoli e molti di loro non combattono più in un ricambio frenetico come avviene nella boxe attuale. Buccioni oggi più che mai è sulla cresta dell’onda, resta difficile trovare una sua scommessa perduta. Qualcuno potrebbe lasciarsi sfuggire la parola fortuna, ma tutti gli indizi portano a cambiare il concetto in bravura, raffinata dall’esperienza. Ci sono stati momenti di scoramento, ma da buon ex pugile c’è stata la reazione immediata e soprattutto vincente. Quest’anno poi è cominciato in grande stile con la recente riunione a Chieti dove era in palio il titolo italiano tra Nicola Cristofari ed Emanuele Cavallucci; c’è anche il suo marchio insieme ad ArtMedia Mix per la prossima riunione internazionale a Roma con protagonista Michael Magnesi il 24 marzo e subito dopo, precisamente il 29 marzo al PalaSantoro con l’attesa rivincita tra Pasquale Di Silvio e Gianluca Ceglia.

Come si ricorderà nel precedente match tra Di Silvio e Ceglia, svoltosi a San Marzano al Sarno, era in palio il titolo dell’Unione Europea dei leggeri, lasciato vacante dal francese Marvin Petit. Il risultato di parità lasciò tutto in sospeso e il 29 i due si ritroveranno di fronte per risolvere un’importante sfida internazionale, tutta italiana. E’ passato un anno dalla loro precedente sfida e il tempo sembra non aver attenuato gli stimoli di entrambi con un risultato che rischia di lasciare per strada uno dei due. Entrambi ne sono consapevoli, la preparazione è stata dura e meticolosa. I due all’angolo avranno personaggi del calibro di Massai e Zurlo in una sfida europea, che vede coinvolte anche due scuole, la Campania e il Lazio. Le motivazioni sono tante e il pubblico con il suo tifo rinverdirà quella rivalità, contorno necessario per un grande match. Due stili opposti. Chi prevarrà? La tecnica sopraffina di Pasquale Di Silvio, che diede filo da torcere in due occasioni anche a un grande campione come Emiliano Marsili, oppure la maggiore potenza di Gianluca Ceglia. Un classico che promette scintille.

Davide Buccioni è uno che cura i particolari, soprattutto nei matches di contorno. Matteo Guainella, insieme al fratello Gabriele, è uno degli ultimi beniamini del pubblico romano. I due fratelli hanno iniziato all’Audace, poi sono passati alla San Basilio di Carlo Maggi, e adesso si allenano a Casalbruciato. Un percorso che non ha scalfito la loro determinazione. Matteo Guainella (+ 5, =1) al limite dei supermedi affronterà il Gomes di turno, pugile da noi sconosciuto, ma da non sottovalutare. Per Guainella è ora di mettere a frutto la sua aggressività senza soste in attesa di una sfida titolata preannunciata imminente. Nei mediomassimi Giovanni Carpentieri, nato in Australia, intende proseguire la sua striscia di 7 successi consecutivi affrontando l’abruzzese Luca Spadaccini, un mediomassimo di cui si dice un gran bene. Un match dal pronostico incerto, un mix dove l’aggressività e la potenza troveranno ampio spazio. Anche se passato tardi al professionismo Yuri Lupparelli sembra voler recuperare il tempo perduto con tre bei successi, ad Ignazio Di Bella residente a Malta, il compito di frenare le sue ambizioni. C’è anche molta attesa per il ritorno di Damiano Falcinelli (+8), grande promessa dei superwelter, proveniente da quel vivaio inesauribile che risponde alla Team Boxe Roma di Italo Mattioli e Luigi Ascani. Il giovane aveva visto rallentare la sua corsa per un infortunio. E’ rientrato dopo quasi un anno e mezzo di lontananza, ma le sue caratteristiche, ritmo, potenza e precisione, non ne hanno risentito minimamente come dimostra la conquista della Cintura WBC-FPI, ottenuta per giunta fuori casa a Udine contro Francesco Zilli, altra giovane promessa. Buccioni non è andato per il sottile nel trovargli l’avversario. Si tratta del georgiano Nikoloz Gviniashvili (+ 18, -14, 4 pari), che ha preso il posto di Cerelli, apparentemente un azzardo per il pugile romano, ma il manager non vuole il risultato scontato, ma solo grande boxe.

La riunione che si svolgerà al Pala Santoro di via Vertumno, 40 avrà inizio alle ore 20. Per Buccioni è un rientro in quel Palazzetto dal 3 novembre 2017 quando Simone Federici difese il titolo dei massimi leggeri contro Marco Scafi.

 

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