IL PUNTO DEL VICE PRES. D’AMBROSI: La complessa gestione di una Federazione Sportiva Nazionale. Prima gli uomini e poi i programmi.

Mi capita spesso di imbattermi – soprattutto sui social – in suggerimenti, idee e proposte, più o meno realizzabili, con cui si vogliono risollevare le sorti del movimento pugilistico italiano, garantendogli un futuro roseo, risorse abbondanti, nuovi campioni ed esaltanti eventi pugilistici.
Il tutto perché si continua a percepire – sbagliando a mio modesto parere – una crisi radicale del pugilato Italiano. Modo di pensare che instilla, irragionevolmente, negatività nel vasto popolo di appassionati ed addetti ai lavori.
A fronte di siffatto pessimismo, potremmo sicuramente rispondere che negli ultimi dieci anni il pugilato italiano ha dimostrato – grazie allo spessore qualitativo delle nostre società e tecnico dei nostri maestri – di essere sicuramente competitivo, da qualche anno anche con le donne, a livello internazionale.
Poi potremmo citare nel dettaglio i numerosi provvedimenti presi, in questi ultimi anni, a favore dell’intero movimento pugilistico italiano, sia esso Pro che Aob, e del nuovo forte interessamento,  suscitato dalla ritrovata vitalità dello stesso movimento, che nutrono le maggiori emittenti televisive nei confronti della nobile arte italiana.
Come testimoniano i bilanci consuntivi 2017 e 2018, la Federazione ha investito, nell’ultimo biennio, oltre 6.000.000,00 di Euro per l’attività delle Rappresentative Azzurre, per l’attività pugilistica Pro ed Aob (nazionale ed ordinaria), per il funzionamento dei Comitati regionali e per i supporti forniti alle società affiliate in termini di servizi arbitrali, premi medaglia, contributi ed indennità per la partecipazione ai vari eventi nazionali che la Federazione riesce ancora a far fruire gratuitamente ai suoi tesserati.
In questo mio intervento, voglio invece tentare, ancora una volta, di costruire un percorso comune con chi percepisce troppo negativamente la situazione del movimento pugilistico, fiaccando le energie e la passione degli addetti ai lavori.
Fermo restando che tutto può essere migliorato nei vari processi gestionali – anche con proposte formulate dalla base del nostro movimento (tecnici e società) – è necessario, se si vuole costruire un movimento unito, partire da un assunto: “la gestione di una Federazione ovvero di un vasto movimento, come quello pugilistico, è uno dei processi più difficili ed articolati del mondo sportivo”.
Gestione che richiede – anche in coloro che ambiranno, un domani, a fare i dirigenti federali – conoscenze, capacità di sintesi tra le varie istanze che provengono degli addetti ai lavori ed esperienza maturata dall’esercizio della dirigenza in ambito territoriale (preferibilmente all’interno dei Comitati regionali).
Tra l’altro, il dirigente federale deve conoscere – per le inevitabili responsabilità che porta tale carica – anche i delicati procedimenti amministrativo contabili, utili alla gestione e distribuzione delle risorse, che hanno come epilogo la redazione dei bilanci “preventivo e consuntivo”.
Chi segue con attenzione tali procedimenti e sa leggere i bilanci, sa benissimo che per far decollare nuove iniziative – per esempio aumentare i contributi alle societa o alzare i rimborsi per i servizi arbitrali – non esiste altra strada, attualmente, se non quella di spostare da un capitolo di bilancio all’altro le risorse disponibili. Per fare un esempio, solo poco tempo fa serpeggiava una corrente di pensiero che avrebbe voluto togliere l’attuale stanziamento (pari a circa 600.000,00 euro) – con cui pugili e tecnici partecipano gratuitamente ai 14 eventi nazionali – per spostarlo sull’organizzazione di eventi pugilistici. Un’ipotesi assurda che il Presidente Lai e tutto il Consiglio federale hanno rigettato con forza al mittente!
Per tale motivo, oggi i nostri sforzi gestionali devono essere diretti, prioritariamente, ad individuare ulteriori risorse, magari provenienti da sponsor, che possano soddisfare, già dal prossimo futuro, le esigenze dei componenti più importanti del movimento (atleti, tecnici società), senza intaccare l’attuale organizzazione ed i benefit che vengono erogati.
Proprio per incrementare le risorse, il Consiglio federale sta tentando di rilanciare il mondo Pro attraverso un serio e concreto progetto – gestito dalla società Artmediasport – che riavvici le maggiori emittenti televisive e, si spera, nuovi ed importanti sponsor.
In tale ottica, ritengo fondamentale tracciare una strada comune e, come io auspico da tempo, trovare una larga intesa – che magari sbocchi in un unico candidato Presidente alle prossime elezioni – individuando i soggetti più adeguati con cui realizzare un programma dettagliato di misure ed interventi da attuarsi nel prossimo quadriennio.
In altre parole, ritengo che prima dei programmi sia necessario individuare gli attori ovvero coloro che avranno le qualità per gestire la complessa macchina federale. Qualità che deve essere testimoniata, a mio parere, dal possesso di alcuni fondamentali requisiti tra cui:
1) umiltà, intensa passione e pazienza nel costante dialogo con le società ed i tecnici;
2) conoscenze manageriali non scevre da nozioni nel campo giuridico, amministrativo e contabile;
3) capacità di sintesi delle varie istanze che provengono dal territorio, poiché le stesse istanze sono spesso in conflitto tra loro;
4) comprovata onestà di chi vuole gestire un Ente che comunque deve rendere conto della gestione di soldi pubblici;
5) saper attuare, quindi, una politica gestionale che deve essere sempre mirata all’interesse generale del movimento pugilistico italiano e non tesa a soddisfare l’interesse del singolo tesserato e della singola società o, peggio ancora, dello stesso dirigente federale;
Per quanto mi riguarda, ritengo che l’onestà e la capacità di perseguire l’interesse generale debbano essere le caratteristiche prioritarie delle figure dirigenziali finanche del Presidente che da “buon pastore” deve essere scevro, nella gestione federale, da qualsiasi interesse personale soprattutto di natura economica.
Il Presidente Lai e tutti gli attuali dirigenti federali, centrali e periferici, incarnano tali qualità e per il prossimo quadriennio credo che il grande popolo del pugilato meriti ancora uomini che sappiano navigare nella direzione imposta dal “bene comune e dal rispetto delle regole”.
Intanto, cominciamo a percorrere l’ultima parte di questo quadriennio che ci vedrà impegnati in prima linea – atleti, tecnici, società e Federazione – fino al mese di dicembre 2020 con il nuovo progetto Pro, gli eventi nazionali, l’attivitá ordinaria e l’importante tappa dei Giochi olimpici di Tokyo.
Il Vice Presidente Vicario
Dott. Flavio D’Ambrosi

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