Ryota Murata si affida alla potenza contro la velocità di Rob Brant

Molto attesa la rivincita tra Rob Brant e Ryota Murata che si svolgerà domani all’Edion Arena di Osaka. L’incontro è valevole per il mondiale dei medi WBA. Quando i due si affrontarono meno di un anno fa al Park Theatre di Las Vegas i favori erano decisamente per l’allora campione Murata, che ricordiamo vincitore del nostro Blandamura prima del limite in un match in cui l’italiano non sfigurò certo. Il giapponese medaglia d’oro olimpica nel 2012 era diventato personaggio pubblico di primo livello con l’aggiunta del mondiale. Ma Rob Brant (+ 25, 17 per ko, – 1), scanzonato pugile del Minnesota, calpestò la logica impartendo una dura lezione al giapponese. I punteggi di quel match erano impietosi: 118-110, 119-109 e 119-109, ma rendevano bene l’idea. Quello che lasciò perplessi fu la quantità di colpi che piovvero sul “povero” Murata, Brant si rivelò un’autentica mitragliatrice, difficile da arginare. Forse il merito del giapponese era stato di essere arrivato al termine delle 12 riprese. Murata ha parecchi fans in Giappone e la rivincita fu elaborata con qualche sacrificio economico a Osaka. Il giapponese da quella sconfitta si è preso un anno di aspettativa per ricaricare le batterie. Le sue dichiarazioni fanno presa con la promessa che la sua nazione rivedrà il vero Murata. Per certi versi c’è un ricorso storico quando affrontò Hassan N’Dam N’Jikam, pugile del Camerun, dal quale venne battuto agevolmente ai punti. La sua boxe monotona aveva pagato pegno con il più veloce avversario. Nella rivincita la situazione si capovolse, il pugile del Camerun sembrava in vantaggio ma non aveva fatto i conti con la potenza del nipponico, quella potenza che aveva fatto stragi sulle tre riprese. Pian piano i colpi di Murata sfiancarono l’avversario che a sorpresa nel VII round voltò le spalle con il conseguente getto d’asciugamani. Fu un match discusso, ma indubbiamente N’Dam sembrava in affanno.  In Giappone sperano che la situazione si ripeta, anche se Brant potrebbe essere troppo forte in questo momento come ha dimostrato malmenando il russo Baysangurov nella difesa volontaria.

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