Il pugile al tappeto, l’uomo più solo al mondo

“Un pugile al tappeto è l’uomo più solo al mondo” recitava una famosa frase di Gene Tunney, ex campione mondiale dei pesi massimi degli anni 30, e cosi probabilmente si sarà sentito ieri sera Emanuele Blandamura.

Il pugile romano ha ieri probabilmente posto fine ad una carriera straordinaria nel modo peggiore, anzi no.

Perché per un pugile scendere da quel ring è sempre qualcosa di terribilmente complicato.

La boxe ti da adrenalina, ti fa sentire vivo, è passione. Si è vero – diranno in tanti – Blandamura avrebbe dovuto farla finita prima, subito dopo la sconfitta contro il giapponese Murata nella sfida valida per il titolo mondiale.

Ma ci siete mai saliti sul ring ? Sapete realmente quanto incredibilmente affascinante sia quel maledetto quadrato di combattimento e quanto possa mancare a chi la sopra c’ha speso gran parte della sua vita ? E allora caro grande amico mio, non ti curar di loro o meglio pensa alle tue eccezionali vittorie, al fatto che senza essere un pugile di spropositato talento sei riuscito a lasciare un segno nella storia del pugilato italiano, a combattere con i migliori del mondo senza fare mai un passo indietro.

Campione dell’Unione Europea, Campione Europeo, sfidante al Titolo Mondiale. Hanno sempre detto che ti mancasse il pugno del ko, ma di sostanza a quanto pare ce ne stava tanta nelle tue braccia e soprattutto – aggiungerei – nella tua testa.

E lo hai dimostrato anche ieri sera accettando senza tatticismi di scambiare con un pugile di spessore, molto più giovane di te.

Te la sei voluta giocare fino alla fine, come è andata a finire francamente mi sembra irrilevante al cospetto di quello che hai fatto nel tuo lungo percorso agonistico. Hai rappresentato al meglio i valori più autentici della boxe, sacrificio, dedizione e disciplina e lo hai fatto fino all’ultimo gong con personalità e coraggio.

Per tutto questo grazie Emanuele.

Da oggi inizieranno probabilmente nuove stimolanti avventure, che conoscendoti, affronterai con la stessa umiltà e lo stesso successo. Arrivederci “Sioux” !!

Stefano Buttafuoco

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