Manny Pacquiao a 40 anni è ancora il Super campione

Manny Pacquiao (+ 62, 39 per ko, – 7, = 2) è il nuovo Super campione dei welter WBA battendo per split decision Keith Thurman (+ 29, 21 per ko, – 1). Questo è il responso della grande serata all’MGM Grand di Las Vegas. Match equilibrato come indicano i punteggi, ma che fa ancora una volta capire la grandezza di un pugile che a 40 anni combatte con lo stesso entusiasmo e rinnovata efficacia, mentre dall’altra parte forse c’è un leggero ridimensionamento di Keith Thurman, 30 anni, più alto e più pesante del filippino, qualità di cui non ha saputo avvantaggiarsene. Quella partenza a razzo di Pacquiao sembrava una mossa per sorprendere con la consapevolezza che con il passare dei round le cose avrebbero potuto prendere una piega favorevole a “One Man”. Tutto da rifare nel giudizio di esperti e appassionati. Pacman non solo ha iniziato alla grande mettendo al tappeto il suo avversario, ma ha finito ancora meglio recuperando quella parte centrale in cui il suo avversario aveva messo parecchio fieno nella sua cascina. Thurman che negli ultimi tempi sembra combattere più di cervello che di potenza, dopo aver subito nei primi 5 round l’incredibile lavoro offensivo di Pacquiao iniziava la sua maratona attorno al ring colpendo più di rimessa che di attacco. Al 10° round la svolta con un durissimo colpo al corpo di Thurman che accusava forse più psicologicamente nel vedere il suo avversario sempre aggressivo e addirittura più veloce nei colpi. L’orgoglio apparso nel penultimo round da parte di Thurman serviva solo per lenire la consistente offensiva che lo costringeva a subire un incredibile ritorno negli ultimi tre minuti. Il verdetto finale parlava chiaro con 115-112 e 114-113 per Pacquiao, mentre per Thurman c’era 115-112. Se vai a vedere nell’aridità matematica un solo punto divideva i due, ma non certo la grandezza di un campione, che si misura con molti altri fattori impossibili da elencare. Lo percepisci ragionando e lo percepisci ad occhio vedendo il volto segnato di Thurman e quello quasi intatto del suo vincitore.

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