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Accadde oggi: 5 novembre 1965 Piero Del Papa battuto dal peruviano Mina
Il 5 novembre 1965 Piero Del Papa, che da poco aveva lasciato il titolo italiano dei mediomassimi a Benito Michelon stava riprendendo quota anche a livello internazionale con le sue convincenti vittorie su Pekka Kokkonen e soprattutto su Eddie Cotton, pugile quest’ultimo di grande esperienza avendo incontrato con esiti alterni i migliori dell’epoca. Il pisano aveva una qualità, quella di non rifiutare qualsiasi avversario, sicuro dei propri mezzi e di una boxe che non piaceva agli esteti, ma si dimostrava efficace per il conseguimento della vittoria. Fu così che quando gli proposero il peruviano Mauro Mina non ci pensò due volte ed eccolo salire sul ring dello Stadio Nazionale di Lima per affrontare il beniamino di casa. Nel record di Mina, da tempo nome fisso tra i primi 5 del ranking mondiale, figuravano vittime illustri come Bob Foster, Hank Casey, Gregorio Peralta, Henry Hank, Lino Rendon e altri. C’era di che tremare, ma non per un soggetto come Del Papa, che salì sul ring senza alcun timore reverenziale. Mina gli lasciò l’iniziativa nei primi round, in attesa di piazzare il colpo risolutore. Ma ben presto capì di aver fatto male i suoi calcoli trovandosi nell’incomoda posizione di rimontare contro un avversario veloce e scaltro, in possesso di un ottimo jab sinistro. I round si succedevano convulsi con il nostro pugile, che non cedeva minimamente terreno. Alla fine delle 10 riprese, il pubblico presente pensava che il verdetto difficilmente avrebbe potuto sfuggire al “sorprendente” italiano. Non fu così perché Mina beneficiò della clemenza casalinga dei giudici riportando la vittoria di misura. Il peruviano capì anche i suoi limiti di allora e abbandonò, dopo questo match, l’attività. Del Papa invece dimostrò di essere lo sfidante numero uno per il campione europeo Giulio Rinaldi. Titolo che conquisterà nella primavera del ’66 e lo manterrà per tutto il ’67. Lo perderà, ma con la sua costanza lo riconquisterà nel ’70. Avrà anche l’opportunità di una sfida mondiale contro il venezuelano Rondon, terminata però al primo per l’allora campione.