Marcello Stella ci ha lasciato

La boxe in lutto per la scomparsa di Marcello Stella, nato a Roma il 26/12/1938, fondatore della Polisportiva Casalbruciato. Spirito organizzativo fuori del comune è stato grande protagonista del movimento pugilistico non solo a Roma, ma si può dire in tutta Italia. E’ stato non solo presidente di società e   in due mandati anche presidente del Comitato Regionale del Lazio. La sua esperienza e pragmaticità sono stati notati anche a livello nazionale con la nomina in alcune commissioni per la FPI. Ha fatto parte di quella giovanile e amatoriale con ottima riuscita. Ma forse il suo maggior successo è stato quello di aver ospitato e presentato nella sua palestra per un lungo periodo uno stage femminile che fu preso come esempio, quando la boxe femminile era agli inizi per poi “esplodere” ai giorni nostri.

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Voglio ricordarlo con quest’ultima intervista effettuata il 16 settembre 2023 quando la palestra di Casalbruciato chiuse i battenti per la restituzione dei locali al Comune di Roma. Un’intervista che fu per certi versi un testamento lasciato ai posteri…

Chiude la Polisportiva Casalbruciato che “inventò” la boxe di quartiere

La Boxe Roma Casalbruciato di via Diego Angeli chiude i battenti dopo aver ricevuto l’ultimatum dal Comune di Roma per la restituzione dei locali che scade lunedì 18 settembre. La nota Società del popolare quartiere avrebbe dovuto festeggiare le nozze d’oro, 50 anni di attività da protagonista, svuota invece i locali per dare via libera alla restituzione. E’ stata in tutto questo tempo grande protagonista primeggiando a livello nazionale.

Marcello Stella è stato il fondatore, per certi versi l’inventore di una realtà che ha accompagnato il quartiere nella sua crescita. Lo vediamo camminare nei locali, ormai vuoti, rassegnato ma orgoglioso di quello che è stato fatto. Oggi viviamo una strana realtà dove si inneggia al “niente”, dimenticando invece chi ha “lottato”, nel senso buono della parola, per il proprio quartiere e soprattutto per i deboli, le persone in difficoltà, per chi non sapeva “dove sbattere la testa”.

La domanda d’obbligo riguarda l’inizio di tutto questo.

Marcello ha le idee chiare, fotografate nella sua memoria:” Inizialmente non era una palestra, ma un Circolo Culturale che dedicammo a Carlo Levi. Una nota giornalista si mise a fare una scuola di teatro e riuscì a mettere in piedi il primo spettacolo. Fu un successo. Lo spazio era tanto, parliamo di quasi 1400 mq.. Pensammo quindi di mettere anche una palestra di Judo, una disciplina che andava di moda all’epoca. Ricordo che cercavamo la paglia da tutte le parti per riempire una materassina adatta a questo sport. Fu un boom, perché si presentarono immediatamente un centinaio di ragazzini, accompagnati dai genitori. All’epoca lo Judo era uno sport consigliato dai medici. Subito dopo venne il karate. Per un periodo abbiamo dato ospitalità a un ragazzo scappato da Saigon, ancora in vita, diventato nel tempo un luminare dell’agopuntura. E qui si costruì una palestra di kung Fu. Si prese la laurea studiando da noi. Il kung fu però non venne accolto bene dalla zona, per cui lo accantonammo”.

Quando entrò la boxe?

“ Negli anni ’70 (la prima vera affiliazione fu fatta nel 1973) entrò la boxe. Molti di noi l ‘avevano praticata, io da dilettante, Carlo Maggi anche da pro, eravamo degli appassionati di questo sport. Fu Carlo Maggi a propormi di aprire una palestra, visto che aveva dovuto chiudere la sua. Per fare questo dovemmo svuotare una sala dove c’era il ping pong, un’attività in cui avevamo un bel gruppo. Ci rimboccammo le maniche. Ognuno di noi contribuiva per la manutenzione, c’era chi si procurava lo scaldabagno, chi i termosifoni, chi aveva installato le docce. Io e Carlo andammo al CONI dove erano depositati due ring, che erano stati utilizzati alle Olimpiadi di Roma. Uno lo prendemmo noi e penso che quell’altro sia andato all’Audace. Costruimmo una bella palestra”. Come insegnanti un po’ seguivamo Maggi, c’erano anche Mario Aglietti e Cesare Rossi. Ma col passare degli anni abbiamo continuato ad avere sempre ottimi maestri. Il successo fu immediato, da noi si formarono e uscirono subito bei campioni. La palestra era sempre piena. Venivano da più parti: da Pietralata, La Rustica, San Basilio e persino da Tivoli e dintorrni ”.

Marcello Stella, dotato di un certo carisma, non era personaggio che si accontentava di vivere ai margini, la Società si distinse subito dal lato organizzativo.

Una domanda appare scontata. Il giorno più bello?

“Il più bello sono state le varie vittorie. La bellezza stava proprio in questa nostra passione. Non sono avvenute in una sola giornata, io mi accontentavo giorno dopo giorno. La palestra è stata anche un punto di riferimento della zona, di aggregazione. Abbiamo preso e fatto tante di quelle iniziative, impossibile ricordarle tutte ed elencarle. Abbiamo ospitato in un giorno, facendo festa, gli Inti Illimani, un famoso complesso che era scappato dal Cile. Erano circa duemila persone che avevano pernottato e mangiato da noi”.

In pratica sport e sociale a braccetto.

“Abbiamo anche aperto una sala per ballare agli anziani. E’ stato uno dei primi centri. Gli anziani dicevano -Andiamo a ballare al garage-. C’era sempre il pienone. La palestra attirava anche registi famosi per girare scene. Per lungo tempo fu girato “Pugni di rabbia” un film sul pugilato diretto da Claudio Risi e interpretato da Ricky Memphis. Sono state girate varie scene anche per lo sceneggiato a puntate “Distretto di polizia”. Piaceva l’ambiente, i ragazzi che si allenavano e i maestri. Successivamente abbiamo anche cercato altre strade con il Taekwondo e l’MMA”.

Molte le iniziative.

“Da noi sono stati fatti vari stages, a cui hanno partecipato gli insegnanti e i pugili. La Casalbruciato è stata una delle prime società ad organizzare stages femminili, che fece capire come questo settore fosse in crescita fino a diventare il fiore all’occhiello di tutto il movimento. Furono fatte tavole rotonde con la presentazione di libri. Abbiamo fatto anche mostre di fotografiche, di pittura e tant’ altro”.

I tuoi incarichi.

“Sono stato presidente del Comitato Laziale, ho ricoperto anche la carica di Consigliere Federale, prendendo in gestione il movimento degli Amatori, quando questo settore era tenuto un po’ sottogamba. Adesso sono tutti concordi nel riconoscerne l’importanza soprattutto come immagine, espansione e comunicazione.

Le infiltrazioni d’acqua

“A un certo punto i locali hanno cominciato a prendere acqua dai giardini, che trasmettevano infiltrazioni sopra la palestra perché avevano sfondato la guaina. Qualche locale era diventato impraticabile e ci siamo dovuti concentrare come attività nel pugilato, una disciplina che ci ha visto comunque sempre protagonisti per aver fornito ragazzi anche alla Nazionale.

Quale è stato il giorno in cui tu hai capito che era finita?

“ Posso dire che non abbiamo deciso noi di chiudere, lo ha deciso il Comune perché rivoleva indietro questi locali. Dicono che verranno ristrutturati e venduti. Noi intanto non ci possiamo fare nulla. Nel frattempo Romina, mia figlia, insieme a Gianluca Marafina ha deciso di mettere in pedi un’altra palestra che sta a Colli Aniene. E che sta andando bene, con la presenza già di alcuni nazionali. In pratica…il seguito della nostra storia”.

Rimpianti?

No, perché abbiamo avuto tante soddisfazioni, più di questo non potevamo. Abbiamo anche aiutato ospitando famiglie in difficoltà e ragazzi che non avevano dove alloggiare. In questi giorni spesso ci vengono a trovare e ci ringraziano. Qualcuno si commuove. Ci ha sorretto sempre la passione. In pratica ho vissuto 50 anni qua dentro. Adesso è ora che mi riposi un po’”.

Hai mai pensato di fare un libro?

“Qualcuno ce lo aveva prospettato, ma non gli abbiamo dato retta. Qui di storia ce n’è tanta, anche perché i locali e il quartiere lo permettevano”.