{"id":1178,"date":"2017-11-09T21:41:51","date_gmt":"2017-11-09T20:41:51","guid":{"rendered":"http:\/\/boxering.fpi.it\/?p=1178"},"modified":"2017-11-09T23:03:26","modified_gmt":"2017-11-09T22:03:26","slug":"una-bella-intervista-di-maurizio-zennoni-forse-lultima-che-ci-parla-della-sua-vita-e-della-boxe-parma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/boxering.fpi.it\/index.php\/2017\/11\/09\/una-bella-intervista-di-maurizio-zennoni-forse-lultima-che-ci-parla-della-sua-vita-e-della-boxe-parma\/","title":{"rendered":"Una bella intervista di Maurizio Zennoni, forse l&#8217;ultima, che ci parla della sua vita e della Boxe Parma"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1179 alignleft\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Maurizio-Zennoni-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Maurizio-Zennoni-300x225.png 300w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Maurizio-Zennoni-768x576.png 768w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/1-Maurizio-Zennoni.png 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1180 alignleft\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2-Una-parete-con-il-disegno-di-Zennoni-e-Fragomeni-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2-Una-parete-con-il-disegno-di-Zennoni-e-Fragomeni-300x225.png 300w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/2-Una-parete-con-il-disegno-di-Zennoni-e-Fragomeni.png 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1182 alignleft\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4-Zennoni-e-Vidoz-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4-Zennoni-e-Vidoz-300x225.png 300w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/4-Zennoni-e-Vidoz.png 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1185 alignleft\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/untitled21-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/untitled21-300x225.png 300w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/untitled21.png 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Purtroppo \u00e8 di oggi la notizia della scomparsa di Maurizio Zennoni&#8230;forse un segno del destino, ma nel prossimo numero di Boxe Ring sarebbe apparso un articolo proprio su di lui e la Boxe Parma. Forse \u00e8 la sua ultima intervista, avvenuta un mese e mezzo fa.<\/p>\n<h3><strong>Testo e foto di Corrado Beld\u00ec<\/strong><\/h3>\n<p>Uno spiazzo di confine, non saprei dire se in centro o in periferia, le macchine passano rapide e cos\u00ec anche il loro fruscio, mentre calano le luci sembra non esserci anima viva, invece basta guardarsi intorno per accorgersi che \u00e8 tutto il contrario. Proprio stamattina ne parlava in radio Bernardo Bertolucci, i suoi primi ricordi sono qui, dalle parti dell\u2019Ospedale di Parma, aveva sei anni e vide sua madre con un bambino in braccio: \u201c\u00c8 nato Giuseppe!\u201d. I suoni di questo spiazzo non sono cambiati, negli anni Settanta ci hanno costruito il Palasport, una cattedrale in cemento armato che ospita le discipline pi\u00f9 disparate. C\u2019\u00e8 anche la mia preferita ed \u00e8 il motivo che mi porta qui, c\u2019\u00e8 un cartello rosso con scritto Boxe Parma 1933 e due bandiere sullo scivolo d\u2019ingresso. Italia e Moldavia, perch\u00e9 nel pugilato non importa da dove vieni, ma come ti muovi sul ring. Sposto il portone e sono in mezzo a una sessione di ripetute. La stanza \u00e8 grande, con le colonne quadrate e una fila di sacchi ben allineati. Le pareti sono coperte di cimeli, non \u00e8 decorazione ma storia, in questi giorni hanno appeso 25 cinture, sono i titoli vinti dagli allievi di Maurizio Zennoni, il maestro che sono venuto a trovare. Sento la sua voce dall\u2019ufficio e gi\u00e0 m\u2019immagino quanto sar\u00e0 dura riprendere a boxare dopo un mese di vacanza e licenze d\u2019ogni tipo. \u201cSe non ti alleni tre volte a settimana, meglio lasciar perdere. Piuttosto vai a farti una bella passeggiata\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ufficio \u00e8 un cumulo di trofei. Non faccio in tempo a sedermi e gi\u00e0 Maurizio inizia a raccontare la sua vita. Una storia che inizia, come ogni pugile che si rispetti, dal primo giorno di boxe. L\u2019arrivo in citt\u00e0 da Corniglio, sull\u2019Appennino Parmense, alla fine degli anni Sessanta. Era timido. Cercava di dare un senso ai suoi quindici anni. Entr\u00f2 in palestra per caso. \u201cHo guardato dentro e volevo scappare. Faceva un freddo cane, si allenavano con i maglioni di lana. Odino Baraldi mi vide e fece segno di entrare. Dopo tre mesi ero sul ring, a Sarzana\u201d. A quel tempo la palestra era sul fiume Parma, dove oggi c\u2019\u00e8 il Teatro Due, con l\u2019arena estiva, la prosa, i concerti e tutto il resto. La storia di Maurizio comincia l\u00ec. Sotto c&#8217;era una mensa dei poveri e in quei giorni cap\u00ec, con l&#8217;odore di cibo nell\u2019aria, che per fare la boxe devi avere fame. Altrimenti non potrai mai farcela.<\/p>\n<p>Partito come superwelter, Zennoni ha finito la sua carriera nei mediomassimi, 72 incontri con buoni risultati, ma di quel passato parla in termini sbrigativi, come se non gli interessasse affatto. Lo osservo con attenzione solo stasera, eppure vengo qui da molti anni. Ha gli occhi rapidi di un furetto. Mi colpisce la sua umanit\u00e0 e l&#8217;idea che questo sport sia fatto per educare. Il pugilato \u00e8 una scuola di vita. La riassume un vecchio manifesto all&#8217;ingresso della palestra che elenca i doveri del pugilatore, tutti da condividere, soprattutto l\u2019ultimo: \u201cColtivare e propagandare sempre il Pugilato, Sport agonistico per eccelenza\u201d. Una lettera mancante ed \u00e8 subito poesia.<\/p>\n<p>Sulla parete lunga, alcune foto in bianco e nero trasudano imprese e tecniche antiche, scomparse nella notte dei tempi. La palestra negli anni Trenta, un allenamento estivo tra i ciottoli del fiume e poi le immagini di un incontro al Teatro Reinach, quello bombardato durante la guerra e mai ricostruito, il ring era in mezzo alla platea, palchi e galleria erano pieni zeppi, a quei tempi agli incontri di pugilato si andava, c\u2019era partecipazione, mica si passavano le serate sui social, c\u2019era fame di vita, di sudore, di competizione.<\/p>\n<p>Ci sono le foto della squadra degli anni Quaranta, i campioni erano Primo Fariselli, Odino Baraldi, Ugo Scaccaglia, sono nomi che hanno fatto la storia e poi c\u2019\u00e8 la foto di Marcello Padovani, peso leggero, baricentro basso e occhio rapido, aveva l&#8217;et\u00e0 di mio padre, un vero guerriero. Campione d&#8217;Italia nel 1950. \u00c8 stato lui il primo maestro di Zennoni, quello che gli ha fatto capire che la forza di volont\u00e0 serve anche fuori dal ring, altrimenti non diventerai mai un buon pugile. Tantomeno un bravo maestro.<\/p>\n<p>\u201cAvevo le mani deboli, mi sono rotto la destra e la sinistra un sacco di volte. Ho perso tre titoli italiani, tutti in finale, uno dopo l&#8217;altro. La mia carriera \u00e8 finita presto. La mandibola era fragile, ma ho capito subito che non potevo stare lontano dalla boxe&#8221;. Cos\u00ec, dopo quattordici fratture, Zennoni si \u00e8 rifatto dalle delusioni del ring con una formidabile carriera da tecnico.<\/p>\n<p>Alla Boxe Parma erano gli anni di Damiano Lauretta, Campione d&#8217;Italia nel 1980, peso mosca, gran tecnico e picchiatore. Velocissimo. In quel periodo, Maurizio \u00e8 diventato una presenza fissa all&#8217;angolo e ha capito che il suo futuro sarebbe stato legato ai suoi allievi. \u00c8 un elenco lunghissimo, a partire da Marino Notarnicola, mediomassimo degli anni Ottanta e Massimiliano Saiani, il primo capolavoro di Zennoni. Vinse il titolo italiano dopo nove tentativi, a Toscolano nel 2003, alla prima ripresa, mettendo al tappeto Leonardo Turchi al primo attacco.<\/p>\n<p>\u201cLeonardo ha grande rispetto per me. Quella sconfitta la ricorda ancora. Ne abbiamo parlato molte volte. Per\u00f2 di Turchi devo dirti una cosa importante: suo figlio Fabio \u00e8 la vera promessa della nostra boxe. Il pugile su cui puntare\u201d.<\/p>\n<p>Se lo dice Maurizio Zennoni c\u2019\u00e8 da fidarsi, nella sua storia ci sono 25 titoli in diverse categorie, pi\u00f9 tutte le difese, nove titoli italiani professionisti, cinque europei e il mondiale con Giacobbe Fragomeni. Ogni titolo \u00e8 una storia, una vita, un mondo di sogni e fatiche. Ottavio Barone, superleggero e grande atleta, \u201cdavvero uno stakanovista, in qualche modo come Giacobbe\u201d. Christian Orsi, campione italiano dilettanti pesi medi e poi Antonio Di Feto, grande talento, irripetibile, e suo fratello Alfredo, meno forte ma con un grande carattere, 110 incontri da dilettante e 52 da professionista, compreso il titolo internazionale IBF con Giuseppe Truono, un capolavoro di psicologia sportiva.<\/p>\n<p>I migliori maestri si vedono dalla capacit\u00e0 di risollevare un pugile sconfitto. \u00c8 quella l\u2019impresa pi\u00f9 difficile. Sono tanti i campioni che hanno scelto Zennoni in momenti particolari della loro vita. \u201cVedi quella foto? Stavo raddrizzando il naso a Paolo Vidoz nel bel mezzo di un incontro. Non gli ho lasciato nemmeno il tempo di reagire. In quei mesi sono andato ad allenarlo anche in Germania. Era sceso a 105 kg. Leggero e veloce. Abbiamo vinto il titolo europeo\u201d.<\/p>\n<p>Sulla parete lunga della palestra c&#8217;\u00e8 un grande disegno con i profili di Maurizio e di Giacobbe Fragomeni. Si guardano negli occhi, come a darsi grinta l\u2019un l\u2019altro. \u201cGrande personaggio, atleta immenso, fin troppo buono, un vero puro. Giacobbe ha una forza di volont\u00e0 che non ho visto in nessun altro. Dovevo dirgli: smettila di allenarti!\u201d. Allora mi tornano in mente tutte le storie della vita di Fragomeni e vorrei rileggere \u201cC\u2019era una volta il buio\u201d, il libro che racconta la sua vita, l\u2019infanzia alla Stadera, i guai di famiglia, il padre che lo aveva portato a un passo dall\u2019inferno, la sorella morta per overdose, i tatuaggi, la notte che sembrava non finire mai e poi la rinascita in palestra, la fatica e i grandi successi, l\u2019oro a Minsk e poi le trentaquattro vittorie da professionista, fino al mondiale WBC nei massimi leggeri contro Rudolf Kraj.<\/p>\n<p>Ricordo ancora la mia prima volta in questa palestra, otto anni fa, ero venuto a cercare Fragomeni e l\u2019avevo trovato al sacco, si stava allenando come se non ci fosse un domani. Non avevo fatto in tempo a emozionarmi per quell\u2019incontro, mi aveva messo subito a fare i piegamenti, come tutti gli altri, dopo mezz&#8217;ora ero distrutto e lui ancora a saltare e fare esercizi dopo che la mattina era stato a correre in montagna, aveva fatto dieci round col maestro e un\u2019ora di corda. Non ho mai visto nulla del genere.<\/p>\n<p>Tra le invenzioni di Zennoni, ci sono gli ultimi due campioni italiani dei pesi massimi, Matteo Modugno e Gianluca Mandras. Ricordo bene Matteo al suo arrivo in palestra, mi aveva raccontato del suo lavoro in una societ\u00e0 del settore agroalimentare, i dubbi sul futuro e forse un nuovo lavoro. Era obeso e di certo non pensava di diventare un professionista. \u201cPesava 164 kg ma aveva grandi qualit\u00e0. Un massimo velocissimo, ha subito imparato a boxare. Mi ha dato grandi gioie, \u00e8 venuto fuori dal nulla. Quando ha vinto il Campionato Italiano \u00e8 stato fantastico. Se avesse pi\u00f9 fame, potrebbe fare grandi cose\u201d. Pare che rientri tra qualche tempo, avrebbe superato un problema alla spalla, ora si sta allenando in Inghilterra, \u00e8 stato anche con Wladimir Klitschko. Riuscir\u00e0 a vincere l\u2019Europeo? Sarebbe bello, soprattutto se accadesse ancora con Maurizio all&#8217;angolo.<\/p>\n<p>Gianluca Mandras ha vinto lo stesso titolo nel 2016, quando Modugno era fermo per infortunio. Un altro pugile fortissimo, creato dal nulla. Taglia forte, grande potenziale e una storia che forse \u00e8 ancora tutta da scrivere. Il tempo ce lo dir\u00e0.<\/p>\n<p>Entra Stefano Failla, mediomassimo, promessa della Boxe Parma, che secondo Maurizio pu\u00f2 diventare una realt\u00e0. Bel fisico, grande potenziale. Al solito, serve uno scatto di volont\u00e0 e convinzione. La palestra quest\u2019anno ha 9 pugili professionisti e 21 dilettanti. \u201cMa nessuna donna, noi vogliamo troppo bene alle donne\u2026\u201d, una battuta che in realt\u00e0 nasconde ammirazione per il pugilato italiano al femminile, che negli ultimi anni, in giro per il mondo, ha vinto pi\u00f9 titoli di quello maschile. Questione di impegno, perch\u00e9 nella boxe non esistono segreti se non \u201clavorare a tempo pieno. Tutti sappiamo insegnare, non \u00e8 quello il punto. Conta tutto il resto. A un pugile devi voler bene come a un figlio. Per i miei ragazzi sono disponibile 24 ore al giorno, anche per le cazzate. Il pugile \u00e8 un animale sensibile, devi saperlo prendere, devi aiutarlo a scegliere la strada giusta\u201d.<\/p>\n<p>Alcuni fanno trecento chilometri per venire ad allenarsi a Parma, come Rodolfo Benini da Villafranca, \u201cpugile dal cazzotto proibito\u201d e Leonardo Damian Bruzzese che arriva dalla Romagna. Vengono qui a trovare nuove certezze, sanno che su Maurizio e la sua squadra si pu\u00f2 contare. \u201cAll\u2019angolo non pensiamo mai ai fatti nostri. Siamo seri. Sappiamo leggere un match e non ci facciamo problemi ad interromperlo se necessario. Le grandi punizioni non servono a nulla\u201d.<\/p>\n<p>Alcuni sono venuti alla Boxe Parma per reinventarsi dopo le difficolt\u00e0, per Zennoni \u00e8 questa la gioia pi\u00f9 grande. Gianluca Frezza, sconfitto duramente da dilettante, lo davano per spacciato, voleva smettere ma poi con Maurizio \u00e8 diventato Campione d&#8217;Italia e ha difeso per sei volte il titolo, con i pi\u00f9 forti della sua categoria. Anche Bruzzese aveva subito due knock-out, ma soprattutto aveva un maestro, che lo aveva riempito di sensi di colpa. \u201cIo gli ho dato fiducia ed \u00e8 tornato a vincere\u201d.<\/p>\n<p>La promessa della Boxe Parma si chiama Constantin Pancrat, di origine moldava ma ora cittadino italiano. \u201cCon gli altri potrei avere dei colpi di culo ma su Constantin punto tutto: sar\u00e0 lui la nostra prossima rivelazione\u201d.<\/p>\n<p>La vita di Maurizio Zennoni \u00e8 tutta tra queste mura, anche l\u2019intonaco trasuda il suo entusiasmo e mi stupisce quando un lottatore come lui, a un certo punto si ferma, mi guarda dritto negli occhi e pensa a un futuro lontano, \u201cvoglio che tutto questo continui, anche senza di me\u201d, come se la vita potesse mai sconfiggerlo. Eppure \u00e8 bello che Maurizio guardi al futuro, ai collaboratori, ai nuovi maestri, al modello organizzativo, all\u2019organigramma dove c\u2019\u00e8 un ruolo per tutti, a Pasquale che intanto sul divano fa i conti, \u201c\u00e8 un bravo speaker, non perde tempo e va dritto al punto\u201d e poi a un modello economico in cui tutto viene reinvestito in palestra. \u201cLa mia pi\u00f9 grande soddisfazione \u00e8 quando un pugile, a fine carriera, invece di finire sotto un ponte si costruisce una vita, in palestra o nella societ\u00e0 civile\u201d. Come Massimiliano Saiani, che ora ha un&#8217;azienda di vernici con tredici dipendenti a Podenzano, vicino Piacenza, e poi ovviamente il suo idolo, Nino Benvenuti, un riferimento assoluto, che qualche anno fa ha premiato Zennoni con il Guanto d&#8217;Oro. \u201cUna grande soddisfazione, il premio pi\u00f9 importante per un maestro di boxe. Averlo proprio dalle sue mani \u00e8 stato davvero speciale\u201d.<\/p>\n<p>Maurizio ricorda, accoglie, suggerisce e continua a raccontare, tra una telefonata e un&#8217;altra, parla del campo estivo in montagna e di una prossima riunione, dovrebbe farsi entro l\u2019anno, con almeno un titolo in palio. Arriva Adriano Guareschi, presidente della Boxe Parma da quindici anni, alter ego di Maurizio e fratello di vita. Parliamo del futuro del pugilato, della Federazione, dei sogni, degli amici. Poi Maurizio si ferma e richiama un ragazzo che \u00e8 passato senza salutare. \u201cIl compito del maestro \u00e8 educare, mica solo insegnare la boxe\u201d.<\/p>\n<p>Quando sono alla Boxe Parma, a volte mi incanto a guardare Maurizio che batte le mani per segnare il tempo delle ripetute. Gli chiedo chi gli sarebbe piaciuto allenare. Risponde subito Roberto Dur\u00e0n. \u201cManos de Piedra\u201d, nessun dubbio, \u201cera pazzo, ma un vero guerriero\u201d e pensa ad altre sfide impossibili che avrebbe voluto affrontare, come stare all\u2019angolo di Mike Tyson, \u201cun uomo cos\u00ec fuori dalle righe. Sarebbe stata una sfida difficile ma entusiasmante. Un cavallo tranquillo non vincer\u00e0 mai un gran premio. Tyson era tutto l&#8217;opposto\u201d.<\/p>\n<p>Poi mi lascia secco con una di quelle frasi che potrebbe scrivere Joyce Carol Oates: \u201cIl ring \u00e8 la cosa pi\u00f9 sincera della vita\u201d. Se non ci sei portato, meglio evitare. Resto zitto a riflettere, guardando il soffitto, finch\u00e9 Maurizio mi riprende. \u201cAllora, ti alleni o vuoi stare seduto tutto il tempo?\u201d.<\/p>\n<p>Mi cambio alla solita panca e comincio il riscaldamento, Maurizio arriva e mi guarda. Riprende la posizione. \u201cStringi i gomiti!\u201d. Ci vuole grande entusiasmo per mettersi a insegnare a uno come me. Sar\u00e0 che non smetterei mai di ascoltarlo, anche nel bel mezzo della palestra. Chiss\u00e0 per quale motivo, comincia a raccontarmi di Vasyl&#8217; Loma\u010denko, \u201canni fa ero all&#8217;angolo di un filippino durante le World Series. Loma\u010denko lo aveva atterrato subito. Mi ha fatto un cenno e ci siamo capiti. Ha tenuto in piedi il filippino per tutto il match, vincendo di misura, senza mai rischiare nulla. Devi essere l\u2019eccellenza della boxe per decidere di portare l&#8217;avversario alla fine, senza bisogno di umiliarlo\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, per Maurizio il pugilato ha sempre a che fare con il sacrificio, con la gioia, con il futuro, mai con l\u2019umiliazione. Potremmo parlare di pugili fino a domattina ma forse \u00e8 meglio che io mi alleni per davvero. Sono rimasti solo quaranta minuti. Prendo la corda, comincio a saltare e penso alla fatica di Giacobbe e di tutti gli altri che attorno a queste mura, seguendo l\u2019esempio di Maurizio, sono diventati grandi pugili oppure, pi\u00f9 semplicemente, degli uomini migliori perch\u00e9 hanno capito che attraverso il pugilato si possono superare, con il giusto spirito, i fatti buoni e brutti della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Purtroppo \u00e8 di oggi la notizia della scomparsa di Maurizio Zennoni&#8230;forse un segno del destino, ma nel prossimo numero di Boxe Ring sarebbe apparso un articolo proprio su di lui e la Boxe Parma. Forse \u00e8 la sua ultima intervista, avvenuta un mese e mezzo fa. 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