{"id":189,"date":"2017-03-15T17:13:54","date_gmt":"2017-03-15T16:13:54","guid":{"rendered":"http:\/\/boxering.fpi.it\/?p=189"},"modified":"2017-10-19T11:59:24","modified_gmt":"2017-10-19T09:59:24","slug":"e-morto-rodrigo-valdez-il-medio-che-fece-tremare-monzon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/boxering.fpi.it\/index.php\/2017\/03\/15\/e-morto-rodrigo-valdez-il-medio-che-fece-tremare-monzon\/","title":{"rendered":"E&#8217; morto Rodrigo Valdez, il medio che fece tremare Monzon"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-190\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-contro-Monzon-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-contro-Monzon-300x200.jpg 300w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-contro-Monzon-768x511.jpg 768w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-contro-Monzon-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-contro-Monzon.jpg 1180w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> \u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-192\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-225x300.jpg 225w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-768x1022.jpg 768w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-769x1024.jpg 769w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez.jpg 1169w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Cartagena, 15 marzo 2017 &#8211; Aveva compiuto 70 anni il 22 dicembre scorso, con i nipoti e qualche amico di vecchia data. Rodrigo Valdez era nato a Rocha sulla costa, nel Nord del paese, dipartimento di Bolivar, regione caraibica. I Valdez erano pescatori da generazioni e il padre insegn\u00f2 ai figli il duro lavoro sul mare, tra cui il piccolo Rodrigo jr. Vita grama, al limite della fame. Il ragazzino verso i 13 anni, entra in palestra e comincia a prendere a pugni prima il sacco e poi i compagni di ring. Fisico minuto, ma carattere da guerriero. Non aveva ancora compiuto 17 anni, quando debutta da professionista. Alterna il lavoro sul mare, a quello di pugile. Dopo aver fatto esperienza in Colombia, con 23 vittorie, due pari e due sconfitte di stretta misura, ottiene il primo ingaggio negli Usa. Debutta il 6 agosto 1969, a Las Vegas da medioleggero. Batte Peter Cobblah, un ghanese di stanza negli Usa e si assicura altri ingaggi. Il ragazzino dai riccioli folti e dagli zigomi pronunciati diventa cliente fisso delle arene americane. La voce di questo giovane guerriero corre sul filo e arriva anche in Europa alle attente orecchie del promoter romano Rodolfo Sabbatini, che opera in\u00a0 sintonia con l\u2019amico Alain\u00a0 Delon, attore di successo col vezzo della <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-191 alignleft\" src=\"http:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-vs-Briscoe-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-vs-Briscoe-225x300.jpg 225w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-vs-Briscoe-768x1022.jpg 768w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-vs-Briscoe-769x1024.jpg 769w, https:\/\/boxering.fpi.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Valdez-vs-Briscoe.jpg 1169w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>boxe. Gestisce il meglio dei medi francesi, la categoria dove anche Valdez approda e i parigini conoscono il 18 dicembre del \u201972. Sul ring del Parco delle Esposizioni batte nettamente Carlos Marks, il solido collaudatore di Trinidad &amp; Tobago. L\u2019anno dopo a Numea in Nuova Caledonia si impossessa della cintura NABF a spese di Bennie Briscoe, il \u201crobot\u201d di Filadelfia. E\u2019 il primo riconoscimento ufficiale e l\u2019inizio di una carriera che a tempi brevi lo porta all\u2019occasione iridata. A proporla \u00e8 Rodolfo Sabbatini, che gi\u00e0 gestisce Carlos Monzon e ha scovato una nuova gallina dalle uova d\u2019oro. Sono i favolosi anni \u201970, dove la boxe ha spazi e circolano milioni a palate. Le televisioni rincorrono i promoter pi\u00f9 importanti, ci sono affari per tutti. Anche per Valdez, che da tempo invia i guadagni alla madre, la quale grazie alla boxe, avversata inizialmente, ora accoglie come una benedizione e la soluzione ai problemi quotidiani. Diventa campione del mondo WBC il 30 novembre 1974 alla vigilia dei 28 anni, battendo per la seconda volta Bennie Briscoe sul ring dello stadio\u00a0 Luis II a Montecarlo. A bordo ring oltre alle star del momento e i ricchi stranieri che hanno barche di tanti milioni in rada, c\u2019\u00e8 anche Carlos Monzon, con la sua corte e la cintura WBA, conquistata nel \u201972 a spese del nostro Nino Benvenuti. Il primo segnale di un disegno che li porter\u00e0 ad affrontasi qualche stagione dopo. Al momento, l\u2019ex pescatore percorre la strada delle difese vittoriose. In Colombia \u00e8 un idolo, lo chiamano \u201cil puma\u201d per quel modo di combattere sempre all\u2019attacco e una potenza incredibile in quelle braccia asciutte e nervose. Cinque difese attive e borse sostanziose portano il colombiano al convincimento di essere maturo per vedersela con l\u2019argentino dagli occhi di ghiaccio. Non scherza neppure Valdez, che spegne i sogni di Tonna, il francese-tunisino con radici italiane, cocco di Delon che deve arrendersi a Parigi all\u201911 round, sfinito e sfigurato. Stesso trattamento nel \u201975 per Ramon Mendez, l\u2019argentino di stanza a Genova sotto le cure di Rocco Agostino, finito KO all\u2019ottavo tempo a Cartagena, qualche mese dopo sullo stesso ring \u00e8 la volta del grintoso californiano Rudy Robles. Ci prova anche il franco marocchino Max Cohen, idolo degli immigrati dal Nord Africa, ma trova disco rosso. Il 26 giugno 1976 arriva il momento della supersfida. Per Monzon \u00e8 la 13\u00b0 difesa e pur partendo favorito, qualche dubbio inizia ad insinuarsi anche nel suo clan. Comunque sia, gli organizzatori non corrono rischi. Il festival \u00e8 da primato. Il bordo ring sfavilla di star, accanto alla compagna Susana Gimenez, sfilano Omar Sharif, Yves Montand, Jean-Paul Belmondo, Natalie Delon, Mireille Darc e Laura Antonelli, presenti Gianni Agnelli col giovane Luca di Montezemolo fino al principe Ranieri III, che ha un esercito di poliziotti a proteggerlo. Le emittenti di tutto il mondo\u00a0 sono presenti, dall\u2019America all\u2019Europa, perfino la nostra Rai sborsa 30 milioni e non sono noccioline, i telespettatori superano i 500 milioni e gli introiti oltre il milione di dollari. La doppia sfida tra i due non tradisce le attese, Monzon vince entrambe le volte, la prima con un thrilling finale. All\u201911\u00b0 round l\u2019argentino \u00e8 indietro nel punteggio, ma trova il destro del destino che gli permette di vincere ai punti, e doppiare il bottino, portando via al colombiano la cintura WBC e mantenendo quella WBA. La battaglia \u00e8 stata tremenda, sicuramente dispendiosa per entrambi, ma proprio per questo motivo, la rivincita \u00e8 d\u2019obbligo. Fissata tredici mesi dopo, sempre a Montecarlo. Valdez che nel frattempo ha fatto entrare nel team Emile Griffith e mantiene al suo angolo il manager\u00a0 Gil Clancy, si allena intensamente perch\u00e9 vuol vincere. Il bis sembra dargli ragione, nel secondo round un destro pizzica Carlos al mento, che si ritrova in ginocchio al tappeto. La folla \u00e8 incredula, il campione in crisi, ma non vinto. Round dopo round, ricostruisce il filo della battaglia e recupera, almeno per i giudici fino a spuntarla. Per il pubblico \u00e8 un verdetto bugiardo. Monzon resta campione, ma gli applausi sono per lo sconfitto. Un mese dopo ad agosto 1977, l\u2019argentino annuncia il ritiro. Il guerriero pi\u00f9 spietato dei medi, abbandona il ring, con uno score di 83 vittorie, 14 difese del mondiale, 3 sconfitte e 9 pareggi. L\u2019ultima sconfitta\u00a0 risale al \u201964. Le cinture vacanti vengono messe in palio tra Valdez e l\u2019inossidabile Briscoe il 5 novembre dello stesso anno sul quadrato allestito nel Salone delle Feste di Campione d\u2019Italia. Valdez si conferma pi\u00f9 forte per la terza volta del filadelfiano, al quale manca la scintilla della fantasia, per superare un rivale con qualcosa in pi\u00f9. Valdez torna campione. A cingergli il doppio trofeo \u00e8 lo stesso Monzon, ormai ex, con qualche sorriso in pi\u00f9. Il 22 aprile \u201978 a Sanremo, nella prima difesa,\u00a0 trova un altro argentino, di fresco conio. E\u2019 l\u2019inedito mendocino Pastor Hugo Corro, che lo batte con pi\u00f9 facilit\u00e0 del previsto. Stesso risultato a Buenos Aires, ampliando il divario. Rodrigo capisce che \u00e8 arrivato il tempo del ritiro. Con la boxe ha sistemato tutti, la mamma e i fratelli, che adesso hanno casa propria e possono sorridere alla vita, senza rischiarla in mare. Due anni dopo, la nostalgia del ritorno lo coinvolge e torna a combattere. Niente di straordinario, due vittorie contro collaudatori modesti a Bogot\u00e0, davanti al pubblico di casa. \u201cVolevo chiudere nel segno della vittoria \u2013 confessa ai cronisti -, ma adesso mi ritiro sul serio\u201d. Promessa mantenuta. Per anni ha fatto il maestro ai ragazzi di Rocha, da tempo si godeva il frutto delle sue fatiche. Ha chiuso gli occhi per sempre, sognando le sue vittorie e l\u2019affetto dei tanti ammiratori, che a distanza di anni, lo fermavano per strada, stringendogli la mano.\u00a0 Buon viaggio campione sulle nuvole bianche a forma di ring.<\/p>\n<p><strong>di Giuliano Orlando<\/strong><\/p>\n<p><strong>Foto: Archivio Storico FPI<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Cartagena, 15 marzo 2017 &#8211; Aveva compiuto 70 anni il 22 dicembre scorso, con i nipoti e qualche amico di vecchia data. 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