“Fortissimi”:  – A Viareggio la mostra di un secolo di emigranti sul ring in America

di Massimo Cutò

Il corpo, i muscoli, il viaggio della speranza verso gli Stati Uniti e il Sudamerica. Definiti attraverso tre scenari: il quadrato di pugili e lottatori; i fenomeni da baraccone nelle arene e al circo; il cinema dai primordi del muto, quando la popolazione contadina e operaia post Unità arrancava fra malattie e miseria, fino agli anni ’60. E’ il tema di “Emigranti sul ring: un secolo di battaglie in America”, la mostra aperta nella Villa Argentina a Viareggio (fino al 2 agosto) a cura del giornalista Massimo Cutò e di Piero Luigi Biagioni, direttore della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana.

C’è Primo Carnera, la Montagna che cammina. Rocky Marciano, bombardiere di Brockton. Jake LaMotta, toro scatenato. Leone Jacovacci, il campione mulatto oscurato dal Duce. Ci sono Bruno Sammartino, il più grande di sempre nel wrestling, e Michele Leone, il Barone della muscle beach a Santa Monica. Attraverso immagini e documenti originali, si disegna il percorso di uomini potenti nei bicipiti e nell’anima. Partiti per l’ America, oppure esuli fuggiti dalla propria terra come Nino Benvenuti.

In cerca di affermazione e riscatto sociale, hanno combattuto dando e incassando colpi senza indietreggiare. Quanti emigranti provarono a prendere il mondo in mano contando sulla resistenza e il coraggio? Sono nomi diventati famosi o facce rimaste sconosciute, sono caduti e si sono rialzati. La mostra è il racconto di esistenze valorose nel nome della forza.