Accadde oggi: 7 settembre 1958 Bozzano mette ko Cavicchi all’VIII round

Il 7 settembre 1958 lo Stadio Comunale di Bologna era ancora una volta gremito per vedere in azione il suo Cavicchi. Stavolta non c’era nessun titolo in palio. Cecco doveva vedersela contro la grande promessa, quel Giacomo “Mino” Bozzano, imbattuto pugile, dopo 19 vittorie, proveniente da Sestri Levante. Non era comunque un match comune, anche se si doveva effettuare sulle 10 riprese. Per certi versi aveva una sua doppia etichetta che poteva essere una sorta di semifinale per affrontare il campione europeo dei massimi, ma la stampa specializzata lo vedeva più come il passaggio dal vecchio al nuovo. Bozzano era un aitante giovanotto che aveva tutte le qualità per emergere, senza dimenticare, infatti, che alle Olimpiadi di Melbourne del 1956 era salito sul podio come medaglia di bronzo, un gran bel biglietto da visita. Cavicchi, 30 anni, dal canto suo cercava la risalita dopo la sconfitta subita nel 1956 dallo svedese Ingemar Johansson, una sconfitta che gli era costata la corona europea, anche se con qualche attenuante. Dopo quel match il pugile di Cento non fu più lui subendo qualche imprevedibile sconfitta. Una bella serie di vittorie lo aveva riportato in auge tanto da giocare le sue chances di fronte all’astro nascente ligure, più giovane di ben 8 anni. Il match finì all’ VIII round e quando l’arbitro Checchi scandì il 10 un urlo liberatorio di Bozzano agghiacciò lo Stadio. Mino Bozzano aveva vinto per ko e per lui si aprivano le porte della…gloria. Il match non deluse certo e fu intenso. La maggior velocità di Bozzano veniva bilanciata dalla pesantezza dei colpi di Cavicchi al corpo, quei colpi che avevano demolito Neuhaus e tanti altri avversari. Eppure il match al III round faceva presagire ben altra soluzione quando Bozzano si ritrovò al tappeto con le idee appannate. Il gong lo salvò dopo pochi secondi. Cavicchi avrebbe dovuto cercare la conclusione subito nel round successivo, ma non ne ebbe la prontezza. Bozzano rinfrancato pian piano risalì la corrente e prese in mano le redini del match. Alla fine del VII round le sorti erano in equilibrio. Ma i volti erano la fotografia del momento: più sicurezza per Bozzano, più stanchezza per Cavicchi. Il crollo inesorabile avvenne nel round seguente quando il ligure concluse il match con una serie. Mino Bozzano, che aveva all’angolo Steve Klaus, era diventato l’uomo del momento, ma non raggiunse mai la grandezza dell’emiliano e il suo ultimo match fu l’unico per il titolo italiano, che disputò contro Santo Amonti nel 1962 perdendo prima del limite. Cavicchi dal canto suo dopo la bruciante sconfitta con Bozzano continuò una carriera dignitosa fino al 1963, riuscendo poco prima a riconquistare il titolo italiano.

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